Un neonato morde un dito e YouTube trova il suo primo classico
22 maggio 2007: un padre inglese carica cinquantasei secondi di vita domestica per un parente lontano. Arriveranno a quasi novecento milioni di visualizzazioni.
Il video del fatto
Patto con Mountain View · Mod. YT-1
Per proiettare il video dobbiamo chiamare YouTube.
YouTube riceverà il tuo indirizzo IP e lascerà i suoi biscotti, come fa con tutti. Firmi una volta sola: da lì in poi i video partono da soli, muti, perché i browser sono più educati di noi.
Il patto resta su questo dispositivo e si straccia dall'informativa. Nessun notaio è stato disturbato.
Spoglio in corso…
Da quel giorno abbiamo avuto tutto questo tempo per riprenderci.
Non è bastato, evidentemente.
Il fatto, vostro onore.
Il 22 maggio 2007 Howard Davies-Carr, padre di famiglia nel Buckinghamshire, caricò su YouTube un filmato di 56 secondi: il figlio Harry, tre anni, mette un dito in bocca al fratellino Charlie, un anno, che prima mordicchia e poi stringe sul serio. Harry protesta con il più britannico dei lamenti: «Ahi, Charlie! Mi ha fatto proprio male!». Charlie ride. Il padre l’aveva messo online solo perché il file era troppo pesante da spedire per email a una persona cara negli Stati Uniti.
Il video sfuggì di mano in fretta: alla fine di ottobre 2009 superò «Evolution of Dance» e diventò il più visto di YouTube, primato che tenne fino al 2012; la rivista Time lo mise al primo posto fra i cinquanta migliori video virali della piattaforma. «Charlie bit me!» entrò nel lessico di chiunque fosse stato morso, anche in senso figurato. Nel 2014 Jimmy Kimmel ne girò una parodia hollywoodiana, «Bitman Begins», con Chris e Liam Hemsworth nei panni dei due fratelli. Nel maggio 2021 la famiglia mise all’asta il filmato come NFT: lo comprò per 760.999 dollari un utente chiamato «3fmusic». Era stato annunciato che il video sarebbe sparito da YouTube; l’acquirente decise invece di lasciarlo dov’era, e dopo un periodo di invisibilità dal 2024 è di nuovo consultabile.
Il padre raccontò poi ad ABC News che, quando si accorse di quanto stava girando, il suo primo istinto fu un altro: «Andai su YouTube per toglierlo». Non fece in tempo, e i proventi della pubblicità, quasi mezzo milione di dollari, finirono nei fondi per gli studi dei figli.
L’Istituto non ha mai accertato chi fosse dalla parte della ragione, ma prende atto che il morso più visto della storia ha pagato le rette scolastiche di quattro ragazzi. Precedente giuridico rilevante: anche a un anno, se ti mettono un dito in bocca, la colpa è di chi l’ha messo.
Fascicolo CHARLIE. L'imbarazzo non cade in prescrizione.
La sentenza dell'Albo
Cinquantasei secondi, un morso, quasi novecento milioni di testimoni.
Sentenza definitiva. Il bar può fare ricorso.
Il bar ha fatto ricorso. Sentenza d'appello, votata dai cittadini:
Lo sportello del deposito.
Qui si lascia agli atti quello che il meme ti ha fatto: un ricordo, una cavolata, un'opinione. L'Istituto conserva tutto, anche quello di cui ti pentirai.
d'ufficio Come reagì il mondo, verbalizzato dai giornali
Andai su YouTube per toglierlo. Non c’era bisogno che restasse su YouTube più a lungo.
Howard Davies-Carr, il padre di Harry e Charlie · ABC News – How «Charlie Bit Me» Changed a Family’s Fortunes
Il miglior offerente diventerà l’unico proprietario di questo adorabile pezzo di storia di internet.
la famiglia Davies-Carr, annunciando l’asta NFT del 2021 · Hürriyet Daily News – «Charlie Bit My Finger» video fetches $760,000 at NFT auction
Lo sportello apre quando ci arrivi. Come certi uffici.
Io c'ero.
Dov'eri, che cosa facevi, con chi l'hai visto per la prima volta. Il ricordo personale è il reperto più fragile: qui non si rovina.
Cavolate agli atti.
La tua versione dei fatti, una didascalia migliore, il fotomontaggio che hai fatto alle due di notte. Le immagini passano dall'istruttoria prima di uscire.
Il verbale delle opinioni.
Che cosa ne pensi, oggi, a mente fredda. L'Istituto non modera le opinioni, modera i comportamenti: la differenza di solito si vede.
Per depositare devi passare dallo sportello accessi. Serve solo un'email: nessuna password, nessuna newsletter, nessun secondo fine.
Le prove del meme.
Foto, video e fonti. Per quando qualcuno dice: «Ma te lo sei inventato?».

Fonte della foto ↗
«Charlie bit my finger - again !»: il filmato originale caricato dal padre nel 2007 (HDCYT)
Guarda il videoAltre versioni, se questa non basta
Cerca il videoCharlie Bit My Finger — Wikipedia
Leggi la fonteHow ‘Charlie Bit Me,’ the Most Watched YouTube Clip Ever, Changed a Family’s Fortunes — ABC News
Leggi la fonte’Charlie Bit My Finger’ video fetches $760,000 at NFT auction — Hürriyet Daily News
Leggi la fonteLa foto, con tutti i suoi documenti
Leggi la fonteI reperti aprono siti esterni. Se trovi una ricerca, il video originale è ancora da stanare. L’archivista ha finito i post-it.
Le frecce della tastiera sfogliano l'archivio. Il tasto ? spiega il resto, a chi ha tempo.