Il cofondatore chiede formalmente se è in corso il suo licenziamento
Roma, 22 aprile 2010: alla direzione del Pdl un dito alzato e quattro parole aprono la crisi del centrodestra.
Il video del fatto
Patto con Mountain View · Mod. YT-1
Per proiettare il video dobbiamo chiamare YouTube.
YouTube riceverà il tuo indirizzo IP e lascerà i suoi biscotti, come fa con tutti. Firmi una volta sola: da lì in poi i video partono da soli, muti, perché i browser sono più educati di noi.
Il patto resta su questo dispositivo e si straccia dall'informativa. Nessun notaio è stato disturbato.
Spoglio in corso…
Da quel giorno abbiamo avuto tutto questo tempo per riprenderci.
Non è bastato, evidentemente.
Il fatto, vostro onore.
Il 22 aprile 2010 si riunisce la prima direzione nazionale del Popolo della Libertà. Gianfranco Fini, cofondatore del partito e presidente della Camera, attacca: al Nord il Pdl è diventato «la fotocopia della Lega», il processo breve era «un’amnistia mascherata». Silvio Berlusconi replica che se vuole fare politica deve lasciare la presidenza della Camera. Fini si alza dalla sedia e, dito puntato verso il palco, risponde: «Che fai, mi cacci?».
La diretta televisiva consegna la scena agli archivi e la frase alla lingua comune: diventa la formula di rito per ogni lite tra alleati e finisce perfino sulla copertina di un libro, il saggio di Susanna Turco «Che fai, mi cacci?» (Marsilio, 2011). La risposta alla domanda, intanto, arriva a fine luglio: il Pdl dichiara le posizioni di Fini incompatibili con il partito e i finiani danno vita ai gruppi parlamentari di Futuro e Libertà.
Il commento più memorabile è quello che Futuro e Libertà mise nel proprio spot elettorale del 2013, raccontato dal Giornale: sulle immagini di Fini che si alza dalla sedia, una voce spiega che «amare l’Italia ha un costo, quando si ha il coraggio di alzarsi e dire basta». Il momento della rottura, rivenduto come atto fondativo.
L’Istituto osserva che raramente una domanda retorica ha ricevuto una risposta così completa e così sollecita. Fascicolo chiuso con timbro: «Sì».
Fascicolo MICACCI. L'imbarazzo non cade in prescrizione.
La sentenza dell'Albo
Una domanda retorica che ricevette, puntuale, una risposta per niente retorica.
Sentenza definitiva. Il bar può fare ricorso.
Il bar ha fatto ricorso. Sentenza d'appello, votata dai cittadini:
Lo sportello del deposito.
Qui si lascia agli atti quello che il meme ti ha fatto: un ricordo, una cavolata, un'opinione. L'Istituto conserva tutto, anche quello di cui ti pentirai.
d'ufficio Come reagì il mondo, verbalizzato dai giornali
Amare l’Italia ha un costo, quando si ha il coraggio di alzarsi e dire basta.
lo spot elettorale di Futuro e Libertà (2013), sulle immagini di Fini che si alza dalla sedia · il Giornale – Fini è alla frutta: ora si aggrappa all’antiberlusconismo
Avrei preferito che dicesse «me ne vado»: invece non ci pensa proprio, vuole restare e logorarmi.
Silvio Berlusconi, ai suoi, dopo la direzione del Pdl (2010) · VareseNews – Le frasi della «rissa»
Lo sportello apre quando ci arrivi. Come certi uffici.
Io c'ero.
Dov'eri, che cosa facevi, con chi l'hai visto per la prima volta. Il ricordo personale è il reperto più fragile: qui non si rovina.
Cavolate agli atti.
La tua versione dei fatti, una didascalia migliore, il fotomontaggio che hai fatto alle due di notte. Le immagini passano dall'istruttoria prima di uscire.
Il verbale delle opinioni.
Che cosa ne pensi, oggi, a mente fredda. L'Istituto non modera le opinioni, modera i comportamenti: la differenza di solito si vede.
Per depositare devi passare dallo sportello accessi. Serve solo un'email: nessuna password, nessuna newsletter, nessun secondo fine.
Le prove del meme.
Foto, video e fonti. Per quando qualcuno dice: «Ma te lo sei inventato?».

Fonte della foto ↗
Dieci anni fa il «Che fai, mi cacci?» di Fini a Berlusconi, con le immagini della direzione Pdl (Corriere della Sera)
Guarda il videoAltre versioni, se questa non basta
Cerca il videoLe frasi della rissa (VareseNews, 23 aprile 2010)
Leggi la fonteLa cronologia dello scontro Berlusconi-Fini (Il Post)
Leggi la fonteIl «Che fai, mi cacci?» finisce nello spot elettorale del Fli (Il Giornale, 29 gennaio 2013)
Leggi la fonteSusanna Turco, «Che fai, mi cacci? La sfida impossibile di Gianfranco Fini» (Marsilio, 2011)
Leggi la fonteLa foto, con tutti i suoi documenti
Leggi la fonteI reperti aprono siti esterni. Se trovi una ricerca, il video originale è ancora da stanare. L’archivista ha finito i post-it.
Le frecce della tastiera sfogliano l'archivio. Il tasto ? spiega il resto, a chi ha tempo.